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Uno sguardo alla cedolare secca

Posted by linda on 24 luglio 2018
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Che cosa è la cedolare secca e come funziona?

La cedolare secca è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali.

Per i contratti sotto cedolare secca non vengono pagate:

  • l’imposta di registro
  • l’imposta di bollo

La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

Chi può usufruire della cedolare secca?

Possono optare per il regime della cedolare secca le persone titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento, che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

Per quali immobili si applica?

L’opzione può essere esercitata per le unità immobiliari che appartengono alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10) locate a uso abitativo oppure con contratto separato e successivo rispetto a quello relativo all’immobile abitativo. Tutto questo a condizione che il rapporto di locazione intercorra tra le medesime parti contrattuali e che nel contratto di locazione della pertinenza si faccia riferimento a quello di locazione dell’immobile abitativo e sia evidenziata la sussistenza del vincolo pertinenziale con l’unità abitativa già locata.

In caso di contitolarità dell’immobile l’opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore.

Come funziona l’imposta sostitutiva e quanto si paga?

L’imposta sostitutiva si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti.

E’ prevista, anche, un’aliquota ridotta per i contratti di locazione a canone concordato, che sono relativi ad abitazioni ubicate:

  • nei comuni con carenze di disponibilità abitative. Si tratta, in pratica, dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia
  • nei comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe).

Dal 2013 l’aliquota per questi contratti è pari al 15%, ridotta al 10% negli anni che vanno dal 2014 al 2017. Il Dl 47/2014 ha disposto che la stessa aliquota sia applicabile anche ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (28 maggio 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi. Infine, con la legge di bilancio 2018 è stata prorogata di altri 2 anni (2018 e 2019) l’aliquota ridotta al 10% per i contratti a canone concordato.

Quali sono gli effetti della cedolare sul reddito?

Il reddito assoggettato a cedolare:

  • è escluso dal reddito complessivo;
  • sul reddito assoggettato a cedolare e sulla cedolare stessa non possono essere fatti valere oneri deducibili e detrazioni;
  • il reddito assoggettato a cedolare deve essere compreso nel reddito ai fini del riconoscimento della spettanza o della determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo collegati al possesso di requisiti reddituali (determinazione dell’Isee, determinazione del reddito per essere considerato a carico).
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Uno sguardo alla cedolare secca
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La cedolare secca è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali. Per i contratti sotto cedolare secca non vengono pagate: l’imposta di registro l’imposta di bollo La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.
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