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I documenti necessari per la compravendita di un immobile

Pubblicato da Linda Coppi sopra 17/05/2018
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Per la compravendita di un immobile nel 2018 occorre informarsi su quali documenti servono così da non avere problemi futuri, stiliamo quindi una lista dei documenti necessari:

  • Atto di provenienza

Molto spesso nelle compravendite di immobili la ricerca dell’atto di provenienza rappresenta la fase più delicata, in quanto da questo documento può dipendere la riuscita dell’operazione.

L’atto di provenienza è un documento, redatto in forma cartacea (non verbale), che attesta la titolarità di un diritto reale su un bene immobile in capo ad un soggetto.  Nell’atto è indicata la natura e la quota del diritto reale in capo al/ai soggetto/i. Può trattarsi di proprietà piena, come di usufrutto o nuda proprietà. L’atto quindi può essere costituito da: un atto notarile (es. compravendita, donazione, divisone), una dichiarazione di successione e da una sentenza notarile (es. un atto di assegnazione del tribunale).

  • A.p.e

L’ A.P.E. è il documento che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, di un’abitazione o di un appartamento. E’ uno strumento di controllo che sintetizza con una scala da A a G (scala di 10 lettere) le prestazioni energetiche degli edifici. Al momento dell’acquisto o della locazione di un immobile, oltre ad essere obbligatorio, è utile per informare sul consumo energetico e chiarire sul reale valore degli edifici ad alto risparmio energetico.

  • Conformità urbanistica e catastale

La conformità catastale è la corrispondenza tra lo stato di fatto dell’unità immobiliare ed i relativi dati catastali, quindi della corrispondente planimetria. Il catasto dipende dal Ministero delle Finanze, e ricopre una funzione fiscale.

La conformità urbanistica è la corrispondenza tra lo stato di fatto dell’immobile e l’insieme dei titoli edilizi abilitativi rilasciati in tutta la storia costruttiva dell’edificio, sia come complesso planivolumetrico sia per le singole unità immobiliari. Per quanto riguarda queste due conformità è sempre consigliato affidarsi ad un tecnico che possa verificarle, poiché il notaio si limita a certificare la dichiarazione del venditore, ma non essendo un tecnico non si occuperà di verificarne la veridicità.

  • Certificati degli impianti

Questo tipo di certificato riguarda prevalentemente l’impianto elettrico e del gas. A differenza dell’A.p.e, la certificazione degli impianti non è richiesta per la validità dell’atto di compravendita. Quindi in caso di acquisto di immobile privo delle relative certificazioni è consigliabile informarsi circa i costi dell’adeguamento a norma degli impianti.

  • Certificato di agibilità

L’agibilità di una casa indica che l’immobile rispetta le normative, nazionali e locali sulla sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati. Se l’immobile non ha queste caratteristiche non potrà essere abitato. Il futuro acquirente può chiedere al venditore, fin dal momento della stipula del contratto preliminare e in ogni caso al momento del contratto definitivo di compravendita, che gli venga esibito e consegnato il certificato di agibilità. Se manca il certificato o comunque l’immobile non presenta caratteristiche tali da assicurare la sicurezza, si può chiedere la risoluzione del contratto con obbligo da parte del venditore di restituire il prezzo e di risarcire i danni, se sussistenti. Non è un certificato obbligatorio per legge, ma una buona prassi per l’acquirente onde evitare spiacevoli sorprese in un secondo momento.

  • Dichiarazione degli oneri di condomini Ordinari e Straordinari

Quando si acquista un appartamento che fa parte di un condominio il timore di molti è quello di trovarsi onerati del pagamento delle spese condominiali che il vecchio proprietario abbia eventualmente lasciato in arretrato. Occorre quindi fare una distinzione tra le spese necessarie per la manutenzione ordinaria e quelle invece previste per lavori straordinari. Nel primo caso, infatti, indipendentemente da quando l’assemblea condominiale ha deliberato l’intervento, l’obbligo del pagamento dei contributi sorge quando i relativi lavori sono eseguiti o i relativi servizi vengono prestati. Nel secondo caso, invece, per evidenti ragioni bisogna far riferimento alla data in cui i lavori sono stati deliberati. È sempre bene quindi richiedere anche gli oneri straordinari così da non avere sorprese future.

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