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Intestare casa ai figli minorenni – è possibile? Come?

Pubblicato da assistenza@magellano.it sopra 08/09/2020
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Intestare casa ai figli minorenni è un’operazione possibile che richiede però alcune peculiarità giuridiche. I motivi alla base di una tale scelta possono essere vari ed eterogenei: i genitori potrebbero, ad esempio, decidere di acquistare la casa ad un figlio minorenne in un momento economico particolarmente favorevole, o per le loro finanze o sulla base di un periodo caratterizzato da una congiuntura economica particolarmente favorevole. Un altro motivo potrebbe invece essere quello di iniziare già loro a pagare le rate del mutuo, in modo tale da agevolarne il pagamento restante al figlio. L’intestazione della casa ad un figlio minorenne mette inoltre a riparo la famiglia, nel caso in cui, in seguito ad una separazione, dovessero sorgere dei contenziosi per l’assegnazione della casa, e il patrimonio familiare dagli imprevisti di attività commerciali.

Intestare casa al figlio – l’iter burocratico

Per intestare la casa ad un figlio minorenne serve un’autorizzazione rilasciata dal Giudice Tutelare del tribunale competente. Uno step obbligatorio in cui il giudice designato si assicura che tale operazione stia avvenendo esclusivamente nell’interesse del minore, che, in quanto tale, non ha capacità giuridica d’azione. Ad avviare questo iter giuridico, di norma, procede il notaio a cui ci si è rivolti per l’atto di trasferimento dell’immobile stesso. Solitamente il procedimento si caratterizza per velocità e scioltezza in quanto i motivi per cui negare l’intestazione di un bene come una casa sono davvero pochi, e spesso palesi. L’autorizzazione si ottiene dunque poco tempo dopo l’inoltro della richiesta.

Una volta ricevuta l’autorizzazione si può procedere all’intestazione della casa, per la quale si possono seguire differenti procedimenti

  1. Donazione dell’immobile: i genitori acquistano l’immobile e poi lo donano al figlio minore. Ovviamente, in questo caso, va considerato anche il costo della donazione. Per un valore dell’immobile fino ad un milione di euro, e in caso di donazione da un parente in linea diretta (genitori, nonni, fratelli) non è previsto il pagamento di alcuna imposta di donazione; tuttavia andranno comunque pagate le imposte ipotecarie e catastali, il cui valore si attesta intorno al 3% del valore dell’immobile. In caso di donazione da un parente non in linea diretta o da un estraneo, l’imposta di donazione si attesta rispettivamente al 6% e all’8%. Ovviamente vanno poi considerate le spese per la registrazione, il bollo e l’onorario del notaio.
  2. Acquisto a favore del figlio: a pagare le spese per il prezzo dell’immobile sono i genitori ma lo stesso viene legalmente acquistato direttamente dal minore. In caso di prima casa bisognerà procedere al pagamento dell’imposta di registro al 2% del valore dell’immobile oltre all’imposta ipotecaria e catastale.
  3. Contratto a favore del terzo: i genitori stipulano l’atto di vendita, procedendo agli adempimenti e al pagamento del prezzo, ma gli effetti del contratto si producono in capo al minore. Le spese risultano le stesse esposte al punto 2.

Terminato tale iter la casa risulterà a tutti gli effetti un bene di proprietà del minore e dunque, per procedere ad un’eventuale vendita, ci si dovrà di nuovo appellare al Giudice Tutelare. Ovviamente in questo caso la procedura sarebbe molto più complessa e dai difficili riscontri positivi: infatti, a venire tutelato, è sempre l’interesse del minore. Tuttavia, in casi di eclatante necessità, o evidenziando come il ricavato della vendita andrebbe ad avvantaggiare il figlio, una felice conclusione dell’appello non è da mettere in dubbio.

Si tratta dunque di un’operazione complessa ed eterogenea per cui conviene affidarsi ad esperti in materia, contattaci!

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