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Una nuova residenza in Italia: Agevolazioni fiscali!

Pubblicato da Linda Coppi sopra 23/04/2018
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Le nuove misure agevolative sul regime fiscale, recepito nelle ultime manovre di legge, che si rivolgono alle persone fisiche, che trasferiscono la residenza in Italia per svolgere un’attività lavorativa, o anche a prescindere dallo svolgimento di una attività lavorativa sono diverse, ma andiamo più nello specifico!

Agevolazioni fiscali per ricercatori e docenti

Per quanto riguarda questa categoria le agevolazioni fiscali si basano in particolare sul reddito. La norma precedente che vigeva su questa categoria è stata modificata dalla Legge di bilancio 2017, che ha reso permanente l’agevolazione e non è più prevista una data ultima utile per poter far rientro in Italia. Fanno parte di questa categoria: Docenti  e ricercatori che vogliono svolgere  la propria  attività in Italia  con i seguenti requisiti: titolo di studio universitario, essere stati residenti all’estero, aver svolto all’estero un’attività di ricerca o docenza per almeno due anni consecutivi presso centri di ricerca pubblici o privati o università, devono trasferire la residenza fiscale in Italia.

Regime fiscale rivolto ai contro-esodati

Con contro-esodati si intendono coloro che sono stati residenti in Italia e che, dopo essersi trasferiti all’estero, hanno fatto ritorno in Italia. Fanno parte di questa categoria:Cittadini UE, laureati che hanno svolto un’attività di lavoro autonomo o impresa all’estero, studenti che hanno un titolo accademico conseguito all’estero, ammesso anche il lavoro in pubbliche amministrazioni con i seguenti requisiti: essere stato almeno per 24 mesi in Italia prima dell’espatrio, essere laureati e aver svolto un’attività di lavoro autonomo o di impresa all’estero per almeno 24 mesi, aver studiato all’estero per almeno 24 mesi e aver conseguito un titolo accademico, aver trasferito la residenza anagrafica in Italia entro 3 mesi dall’assunzione, svolgere attività di lavoro in Italia.

Regime speciale per lavoratori “impatriati”

Nell’ambito dei lavoratori “impatriati” ci sono diverse categorie di  persone che si  trasferirscono in Italia per svolgere un’attività lavorativa.Le fattispecie previste sono le seguenti catogorie:

  • Manager e lavoratori con elevata qualifica e specializzazione intesi come i  cittadini UE, i lavoratori non laureati, persone che non svolgono lavoro presso le pubbliche amministrazioni in possesso dei seguenti requisti: Trasferire la residenza in Italia, non essere stati residenti in Italia nei periodi precedenti l’impatrio, impegnarsi a rimanere in Italia per 2 anni, prestare lavoro per almeno 183 giorni per ciascun anno, se dipendenti lavorare in un impresa residente
  • Lavoratori autonomi rimpatriati ed impatriati in possesso di laurea intesi come i Cittadini UE, cittadini extra UE, lavoratori laureati, lavoratori presso amministrazioni pubbliche in possesso dei seguenti requisiti: Laureati, svolto attività di lavoro autonomo o di un’impresa all’estero per 24 mesi, aver studiato all’estero per 24 mesi con conseguente titolo di studio certificabile, trasferire la residenza fiscale in Italia
  • Opzione per il regime fiscale dei lavoratori rimpatriati intesi come i Cittadini UE, laureati che hanno lavorato all’estero, studenti che hanno conseguito un titolo di studio accademico o una specializzazione della laurea, lavoratori in pubbliche amministrazioni in possesso dei seguenti requisiti: risieduto per 24 mesi in Italia prima dell’espatrio, essere laureati e aver svolto lavoro autonomo o laurea con titolo all’estero per 24 mesi

Concludendo: Come abbiamo visto ci sono diverse tipologie di nuove agevolazioni fiscali che ricoprono nello specifico gran parte della popolazione, volte a favorire lo sviluppo economico e scientifico configurando così un  sistema variegato, con una possibilità di reddito imponibile che va dal 20% al 70%, con un risparmio delle tasse del 20% ad anno, un grosso risparmio per chi vuole trasferirsi in Italia e un’occasione da cogliere al volo!

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