Pubblicato da carratelli7 mesi fa

Dai bandi comunali di Radicondoli e Monterotondo Marittimo alla “Toscana diffusa”, contributi pubblici per attrarre residenti e capitali. Gli operatori del settore immobiliare: “Aree interne più dinamiche, cresce l’interesse degli investitori stranieri”

Firenze, 20 febbraio 2026 C’è un movimento contrario che va dalle grandi città verso i piccoli paesi. La Toscana dei borghi non più soltanto un sogno da cartolina. Chi sogna di trasferirsi qui ha a disposizione sempre più incentivi economici che arrivano fino a 20mila euro per comprare o affittare casa, grazie a bandi promossi dai Comuni e dalla Regione con l’obiettivo di dare nuova vita ai piccoli centri e contrastare lo spopolamento.

 

Monterotondo Marittimo, il bando “Abitare 2025”

Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto, ha scelto la leva casa per attirare nuove famiglie e recuperare edifici esistenti. Il bando “Abitare 2025 , aperto fino al 1 settembre 2026, prevede un contributo fino a 7mila euro per chi acquista la prima casa nel Comune.

 

Stazzema guida la corsa ai borghi

La Regione ha attivato il bando “Residenzialità nei territori della Toscana diffusa 2025”, che si è chiuso a novembre scorso e che ha messo a disposizione contributi a fondo perduto fino a 10mila euro per acquistare un’abitazione nei Comuni della cosiddetta Toscana diffusa. Delle 90 domande accolte,  il record di richieste per Stazzema (7), seguita da Marliana (6), Vaiano con 5 domande, quattro a testa nei Comuni di Bagnone e Fivizzano, tre a Sambuca Pistoiese, tre a San Marcello Piteglio, tre per la zona montana di Sesto Fiorentino e tre per Vernio. Segnali di un ripensamento delle geografie dell’abitare, in cui la montagna e la collina tornano a essere scelte possibili.

 

Fivizzano, via Santissima Annunziata e via Cosimo de’ Medici saranno riqualificate

Le case a un euro

Alcuni Comuni hanno messo in vendita le case al prezzo simbolico di un euro per contrastare lo spopolamento. E il caso di Fabbriche di Vergemoli, in mezzo ai monti della Garfagnana, ma anche di Villa Basilica. L’anno scorso il Comune della provincia di Lucca che conta 1.500 abitanti ha approvato una mozione per case a 1 euro. Chi intende aderire dovrà impegnarsi a ristrutturare la casa acquistata, evitando che venga nuovamente lasciata all'abbandono. I dettagli operativi, come la modalità di partecipazione, i requisiti per gli acquirenti e le tempistiche, saranno resi noti attraverso bandi pubblici che verranno diffusi sul sito istituzionale una volta completata la fase preparatoria.

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Radicondoli, fino a 20mila euro per la prima casa

Tra i casi più strutturati di incentivi c’è Radicondoli, in provincia di Siena, dove il progetto “WivoaRadicondoli 3.0” ha previsto per il 2025 un pacchetto di contributi per attrarre nuovi residenti, sostenere chi abita già nel borgo e chi vuole aprire una nuova attività, con ben 14 bandi legati all’abitare. Il bando per acquistare la prima casa a Radicondoli, chiuso lo scorso 31 dicembre, ha offerto un contributo fino al 25% del valore dell’immobile, con un tetto massimo di 20mila euro. Il sostegno è stato modulato in base all’età e al reddito, con i nuclei con Isee fino a 24mila euro e cittadini under 40 hanno potuto ottenere la cifra massima. In cambio l’impegno a trasferire la residenza e mantenerla nel Comune per almeno dieci anni.

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Non c’è solo l'acquisto: il bando per gli affitti, rivolto a chi vuole trasferirsi a Radicondoli prendendo la residenza per almeno quattro anni, copre il 50% del canone mensile fino a un massimo di 200 euro per due anni, per un contributo complessivo che può arrivare a 4.800 euro. Per riattivare il patrimonio edilizio fermo è stato attivato anche lo “Sblocca-affitti”, bando rivolto ai proprietari che vogliono rimettere sul mercato abitazioni a canone concordato: chi avvia lavori di ristrutturazione può ottenere un contributo pari al 20% dell’importo dei lavori, fino a 3mila euro. A tutto questo si aggiungono altri sostegni alle famiglie, che complessivamente possono valere fino a 6mila euro l’anno tra contributi per il teleriscaldamento, rimborsi pendolari, libri scolastici, abbonamenti al trasporto pubblico e borse di studio universitarie.

 

Che cosa sta succedendo al mercato

Come si inseriscono questi incentivi nel quadro del mercato immobiliare toscano? Secondo gli operatori, si sta consolidando una dinamica a doppio binario: stabilità nei capoluoghi e nuova vivacità nelle aree interne di qualità.

“In questo inizio 2026 il mercato immobiliare toscano mostra una sostanziale tenuta dei valori nei capoluoghi e una dinamica più vivace nelle aree interne di qualità, dove tornano protagonisti casolari, borghi e piccoli comuni. La domanda internazionale resta un driver fondamentale”, commenta Gabriele Carratelli, fondatore di Carratelli Holding, gruppo attivo nel real estate di fascia medio-alta e alta.
 

Il ponte della Maddalena a Borgo a Mozzano (Getty Images/iStockphoto)

“Rispetto al 2025 – spiega Carratelli – registriamo un mercato più selettivo: non assistiamo a crescite generalizzate dei prezzi, ma a una forte polarizzazione. Gli immobili ben posizionati, ristrutturati e con buone performance energetiche mantengono valori solidi e tempi di vendita contenuti; al contrario, le abitazioni energivore o da riqualificare subiscono maggiormente la contrattazione”.

“Comuni collinari o montani della Toscana – aggiunge stanno vivendo un rinnovato interesse, soprattutto da parte di acquirenti stranieri, in particolare nordamericani ed europei del Nord, attratti da autenticità, paesaggio e prezzi ancora competitivi rispetto alle zone più iconiche tra Firenze, Siena e il Chianti”.

 

Secondo l’analisi del gruppo, nel segmento delle seconde case e delle residenze di pregio nelle aree meno centrali si rileva una domanda in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una maggiore incidenza di compratori esteri. “Per molti investitori internazionali – prosegue – la Toscana rappresenta un bene rifugio reale: non solo un acquisto emozionale, ma una scelta patrimoniale di medio-lungo periodo”.

Quanto al ruolo dei bandi, il giudizio è prudente: “Le misure di sostegno e i bandi comunali sono strumenti utili per accendere i riflettori su territori a rischio spopolamento e per generare interesse mediatico, ma da soli non bastano. Funzionano quando si inseriscono in una strategia più ampia che comprende servizi, infrastrutture digitali, collegamenti e semplificazione burocratica .

“In altre parole – conclude il contributo economico può essere la leva iniziale, ma la scelta di trasferirsi o investire stabilmente in un’area interna dipende dalla qualità della vita complessiva e dalla possibilità di lavorare, anche da remoto. Dove questi elementi sono presenti, vediamo segnali concreti di ripopolamento e di riattivazione del mercato immobiliare locale”.

Carratelli

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